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Nov 05

13 Ottobre – Niko Vukich – The end of happiness party

Mussiba e’ una parola che negli idiomi senegalesi non si vuole neppure sentir pensare, Mussiba si dice Mussiba in tutte le lingue del paese, lingue diverse fra loro.
Mussiba è in realtà un suono arabo: una parola che significa “tragedia”.
In occidente la tragedia sono i grandi tragici come tutti sanno, mentre nella lezione araba, striscia un suono dolce, che diventa “maledizione” nelle culture del Senegal e in buona parte dell’Africa occidentale.
Mussiba e‘ pertanto la prima canzone scritta in una lingua africana, lo Wolof, da un europeo. Il cantante di Turno.
Nigerian suite celebra una versione nigeriana del personaggio di Quilty nel film Lolita. Kebab e’ la vera storia di Mohamed Saeb, poesia breve del poeta Ungaretti, poesia che disegna il tristo racconto di un fu emigrato tunisino a Parigi, un secolo addietro, morto suicida, come il secolo; lontano dai suoi cammelli le sue tende il suo deserto il the caldo il cielo stellato le Sue preghiere. Nel remake, un abitante di Tunisi fa il ladro a Parigi, attualmente, dove c’e‘ la liberta’: (che altri non hanno mai visto) perche‘ Leyla, una donna, fa il Kebab.
Il nome Leyla significa notte, e’ infatti un nome femminile. Tzigano Tale e‘ suonata e cantata sopra una sonata per violino e piano di Chopin, la piu’ amata. ”Volante 1, volante 2”. Lanla, la numero 5, non e’ così ingenua come vuol sembrare. Lanla e‘ una parola senegalese. Significa: che cosa e’? E via dicendo.
You and me: mai piu’ viste coppie innamorate come nei movies di tanto tempo fa, Roma, il vecchio e l’Antico in un clima di festa, “The end of happiness party” una felice storia Jugoslava, Layali (notti) e‘ stata scritta insieme al Grande Cugino Noureddine Mahir dal Marocco.
Time si chiede: io fortunato… qui, ma se nascevo… li’?
Per finire in allegria una parata nel nulla dei presenti, nel presente che sara’! Il protagonista vuole essere un clochard: nel rumore dell’ignaro svagarsi dei giorni nostri, in occidente, la nudita’, sempre discreta, passera’ inosservata.
Buonanotte e‘ una buonanotte a me cara ed e’ dedicata a nonna Yvonne.

In copertina “The End of Happiness Party” un pellegrinaggio di sette mesi per le strade
della città raccogliendo dai marciapiedi simpatiche forme e colori da incollare
in ordine di rinvenimento su strisce immacolate di morbido feltro italiano.

Sono gli oggetti che altri lasciano, che gettano, che perdono, sono cio’ che resta.

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